Vessels – The Trap live at Abbey Lodge from Vessels Band on Vimeo.


Fra poco troverete questo disco dappertutto, ma ho pensato di metterlo comunque come primo targato 2011. Prima di tutto, ha il titolo più bello di sempre. Lo riscrivo ancora perché da gusto scriverlo, soprattutto col caps lock: HARDCORE WILL NEVER DIE, BUT YOU WILL. L’hardcore dei Mogwai non è quello degli xhardcorex tupatupa o degli Alpinist, il titolo parla di spirito della musica. Di nuovo, non hanno sbagliato: il disco è elegante, potente e la qualità della produzione altissima. A marzo tornano in Italia, appuntamento da non mancare assolutamente (come il ritorno dei Godspeed You! Black Emperor). L’album è quasi totalmente strumentale e aggiungere qualche parola di commento non ha molto senso quando si parla di questo tipo di musica, a parte… HARDCORE WILL NEVER DIE, BUT YOU WILL!

 

g.


Questo è un disco che non avrei mai pensato di postare, perché è semisconosciuto, ci sono legato in maniera molto personale e posso capire che alla maggior parte della gente possa non piacere. Oggi non so perché ho deciso di farlo.

È un disco di musica folk italiana uscito sotto l’etichetta romagnola Tafuzzy Records, certamente niente di sconvolgentemente originale, ma per un motivo o per l’altro in particolare tre di queste canzoni si sono piantate dentro di me e non penso ne usciranno mai più. I testi nella loro semplicità sono molto carini, in particolare quello della canzone “Baricentro” mi tocca non poco:

So solo che sto annaspando e non capisco, non capisco.

Ma tu fai pure quel che vuoi, fai pure quel che vuoi con me.

Ma se mi sposti il baricentro di quel che posso fare mi lasci come un’isola.

Mi lasci come un’isola e se mi sposti il baricentro di quel che posso fare mi lasci come un’isola, ricorda solo che tu sei il mare.

So che questo a molti potrà non piacere, per la voce particolare di Davide Brace o per la non eccessiva originalità, ma è un disco che raramente avrete la possibilità di trovare in giro, quindi magari dategeli una chance che forse una canzone non riuscite più a levarvela di dosso come è successo a me, o forse no chissà.

-A.

P.S. La canzone “Io chi sono” è una cover di uno dei primi brani dei Cosmetic.



Perché ci sta finire l’anno con un po’ di screamo made in the UK.

 

-A.


Mike Watt è un vero uomo, non ché un bassista ganzissimo e questo è il suo ultimo disco, un opera in cui quest’uomo si confronta con il fatto di avere 52 anni.

Trenta corte tracce di rock, niente di più.

-A.


Come l’anno scorso un post natalizio e un bel disco come regalo virtuale.

Questa band viene dal Canada e si è sciolta poco dopo aver fatto uscire questo lavoro. È un disco tutto sommato abbastanza semplice, rock senza troppe pretese un po’ influenzato dall’emo anni 90 che mi (ci) piace tanto, il tutto fatto dannatamente bene, mantenendo un’attitudine molto DIY. A me personalmente alcune melodie non escono più dalla testa.

Buon Natale a tutti!

-A.




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